citofonare Bergsteiger

the noble art of wasting time

dove credi di andare vestita così, a Waimea Bay?

Bene, a questo punto è chiaro che c’è caldo. Dopo la fatica di ben tre o quattro post in due mesi, il blog di citofonare Bergsteiger va in vacanza per qualche settimana. Presto, la mia tavola da surf. Divertitevi anche voi…

Oh, è un gran disco!!!!!
(rubrica di chi ha sentito solo il primo brano del nuovo re-edit appena uscito di Winwood/Clapton ed è già entusiasta)

Oh, è un gran disco!!!!!
(rubrica di chi ha sentito solo il primo brano del nuovo re-edit appena uscito di Winwood/Clapton ed è già entusiasta)

tralasciando il fatto che ora mi toccherà uno studio approfondito della Guida alla Contabilità e Bilancio del Frizzera…

Il fatto che questa settimana abbia comprato cinque paia di sandali tacco stiletto - tacco scultura - maxi plateau - tacco a cono - maxi zeppa, virgola, dà la misura della mia totale assenza di equilibrio interiore. Punto.

PREMI:
Con il dato peggiore degli ultimi ventinove anni, Giulio Tremonti vince l’edizione 2009 del premio “Vedi Di Fare Meno Il Fenomeno”.

PREMI:
Con il dato peggiore degli ultimi ventinove anni, Giulio Tremonti vince l’edizione 2009 del premio “Vedi Di Fare Meno Il Fenomeno”.

euhm…

Ogni tanto si hanno delle idee fulminanti. Come per esempio quella di passare una seratina alternativa con capricciosi architetti. Come si fa? Prima si sgranocchia una cipollina pucciata in pregiatissimo aceto balsamico caramellato (invecchiato almeno per ben 12 anni in botti di gelso o robinia) accompagnata da tre biglie (tre!) di spigola con cinque zucchine e due pinoli, seduti su elegantissimi divanetti circolari bianchi, sotto lampadari Barovier&Toso e, a seguire, una volta a casa, sul proprio divano, si prende tutto quel che c’è di prêt-à-porter in dispensa, cioè cinque fette di pane in cassetta e un vasetto di ignorantissime melanzane sott’olio, poi, finalmente, si cena!

Ben Harper and Relentless7 - Shimmer & Shine

Gira in bici, vive in una casa a energia solare e fa dischi riciclabili (come sottobicchieri) Ben Harper su WIRED

un post mediamente preoccupato

Oggi ho visto in vetrina il nuovo libro di Claudio Baglioni. E ho avuto una sensazione di sollievo. Non conosco nessuno che possa regalarmelo.
(oh! però conosco molti che potrebbero lasciarmelo sullo zerbino come avvertimento…)

afternoon motion

Venti minuti di traffico sul Lungotevere in cerca di parcheggio. Quindici minuti a tacchettare speditamente sui sanpietrini di Campo Marzio slalomizzando tra la folla di turisti in tshirt e Birkenstock di ordinanza. Un tempo indefinito curiosando dentro lo stravagante Re(f)use. Dieci minuti a rimpinzarmi di gelato al pistacchio doppia panna (sopra al cono-dentro al cono). Ventisecondiemezzo per consegnare il dischetto del progetto, sorridere raggiante al cliente, prendere l’assegno, uscire prima che ci ripensi. Oh. Wow. Ripercorrere la strada a ritroso con in testa l’espressione di Warren Beatty in Gangster Story mentre dice: "Questa è la signorina Bonnie Parker. Il mio nome è Clyde Barrow. Di solito rapiniamo banche…"

la sfiga delle sfighe

Da quasi due settimane sono cordiale oggetto di una fastidiosa influenza. Questo, per la cronaca, vuol dire che da quasi due settimane ho una voce comicamente rauca alla Monica Vitti (con in più la mia inconfondibile erre moscia, beninteso). Tra l’altro ieri mi sono dovuta esibire in due lunghissime video-conference per un totale di quattro ore parlate e due tossite. Oggi sono a Milano. Del tutto afona. E come da copione tra poco dovrei aprir bocca davanti a più di cento persone. Non ho ancora deciso, ma stavo pensando di comparire con un sacchetto di carta in testa.

about me

Con un curriculum sentimentale come il mio, non c’è nulla di più rassicurante che passare questo sabato sera a casa. Che poi, tra uno squillo di telefonino e l’altro, al momento più che una casa è una fabbrica delle idee che sembra un dejà vu della Factory di Warhol: sul divano si disegna, sui primi due gradini della scala c’è una sezione di fotografie in bianco e nero da analizzare, sul tappeto il notebook emette trillosi bep-beeep di richiamo e nell’angolo cottura ho tirato fuori tutti gli ingredienti per fare (io?!) i ravioli con la zucca. Lo specchio riflette i resti accennati di un trucco anni sessanta, il vestito corto, fantasioso, giocosamente provocatorio. Le gambe nude. Un’immagine sexy su cui un paio di goffi calzettoni spiccano come un punto interrogativo (caspita, wo-o-ow, fa veramente troppo freddo per camminare scalza) in assoluta perfetta associazione con gli altri punti interrogativi che ho in testa. Ma sì, stasera resto qui, a fissare la mia vita attraverso l’effetto deformante di un bicchiere di vino. Ed è indubbio. Il frame rate che documenta “i ceffoni presi le rare volte che mi sono innamorata” è una specie di salto quantico nella definizione di ciò che è sensato fare e ciò che non lo è.

in seconda elementare, mi pare…

Il mio eroe stamattina è il tizio che ha pensato 'sto spot. Non so che farci: tutto ebbe inizio quando da ragazzina ricevetti in eredità (i cugini più grandi sono una manna!) un volume dei mitici quindici e provai a costruire il sommergibile di cartone seguendo fedelmente le istruzioni riportate. Fu un disastro.

disbandedmotion

La pioggia rompipalle e sottile.
I tavolini affollati.
Le note basse di Miller.
L’odore del caffè.
Giulio e la Manu.
Le chiacchiere.
La fitta improvvisa.
L’esatto comprendere da un discorso casuale cose che ti rimuginano dentro da secoli.
Smettila di negare.
Di bleffare.
I coinvolgimenti sono diversi.
La sciarpa grigia doppio giro.
Il rossetto rosa.
Il mascara nero che cerchi in tutti i modi di non far scivolare giù.
La strada bagnata.
Campo dei Fiori.
Via dei Farnesi.
Il passo continuo.
Un po’ lento.
Via Giulia.
Poi dentro al portone interessanti spunti di riflessione che potrebbero essere tranquillamente raccolti da un’unica frase in corsivo, grassetto, verdana, 8.5:
fossi il prototipo della bella e bastarda, mi sarei divertita un sacco
invece non sono nè bella, nè bastarda

(ah, emotivamente ingigantita da un occhialone stile Kings of Convenience)